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Archive for ottobre 2006

[…]Però questo non è niente di importante. E’ solo una cosa come un’altra. Sono solo due corpi che si incontrano. E’ qualcosa che si può descrivere solo come due corpi imperfetti che si incontrano. E che così facendo condividono la loro reciproca imperfezione. Questo avrei voluto dirle, ma naturalmente non si riescono a dire cose come queste. Riuscii solo a stringere forte il suo corpo in silenzio.

(from "Tokyo Blues Norwegian Wood", Haruki Murakami)

Questa volta sto ascoltando "A sorta fairytale" di Tori Amos, e la mente vaga da un angolo all’altro della stanza, passando per le persone che non vedo da tanto per poi giungere a quelle che mi sono più vicine.

Non so ancora se sia la costante tensione a farmi vertere su questi pensieri: forse è l’effetto di una selezione che ho cominciato ad operare non molto tempo fa, anche su coloro che ritenevo incorruttibili.

Forse mi sono sbagliata su tante cose, eppure è confortante constatare che ad ogni delusione (o qualcosa che ad essa assomigli) si accompagni una rivalutazione su un altro fronte. Mi sento gratificata.

Ci sono persone che vorrei avere qui vicino, altre che preferirei allontanare per un senso di inadeguatezza.

Però in fin dei conti la cosa non mi disturba più di tanto (o forse sì). Mi viene in mente una persona che una volta mi disse  queste parole: "Che lo vogliamo o no, nella vita siamo comunque soli come Pereira, e non è una mesta rassegnazione, ma una presa di coscienza". Troppo lugubre per me, o forse così profondo da averne solo timore. Non so.

La vita universitaria procede senza particolari ostacoli: la facoltà di Lettere della Sapienza è un Paese delle meraviglie, con tanti fiori, Pinco Panco e Panco Pinco, Tartarughe. carte e grifoni…Davvero esilarante ๐Ÿ™‚

Chissà come andrà l’esonero di linguistica del 15… Forse tra poco tornerò a studiare, approfittando di questo giorni che trascorrerò a casa, e magari dopo uscirò per incontrare i miei amici.

Mi sono appena ricordata che stasera è Halloween…Che festa demenziale, non sopporto queste tradizioni innestate che fomentano un consumismo dilagante. Certo, anche io ho partecipato a qualche festa di Halloween gli scorsi anni (due? Tre volte?), ma ad essere sincera l’ ho sempre presa come un’occasione per stare insieme con altre persone, una serata diversa, non esattamente una festa…Ma sì, non conta poi molto.

Non ho molte cose da dire, a parte il fatto che ho trascorso giornate bellissime e che non ho idea di cosa mi accadrà nei prossimi giorni…Stay tuned.

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Cherry blossom girl

[…]  Non si priva dei frutti di Venere chi evita amore, ma piuttosto ne coglie le gioie che son senza pena. Certo a chi è in senno viene di lì un piacere più schietto che ai patiti d’amore. Proprio nel momento del possesso tituba  in incerti ondeggiamenti l’ardore degli amanti, né sanno di che cosa debbano prima pascersi con gli occhi e con le mani. Ciò che bramavano premono stretto e fanno male al corpo, e spesso configgono i denti nelle tenere labbra, e imprimono baci, perché non è puro il piacere, e un oscuro impulso li spinge a far male all’oggetto, qualunque esso sia, da cui nascono quei germi di furia. Ma nell’amore Venre spezza un poco il tormento, e raffrena i morsi il piacere soave che gli è mescolato.

Perché in questo è la loro speranza, che dal medesimo corpo da cui è nato l’ardore possa anche essere spenta la fiamma.

Ma la natura ribatte che avviene tutto l’opposto; questa è la sola cosa, di cui quanto più possediamo, tanto più si accende nel petto un desiderio selvaggio. Cibo e bevanda sono assorbiti nel corpo e possono occupare determinate sed: quindi è facile saziare la voglia di liquidi e di vivande.

Ma di un volto umano e di un colore leggiadro nulla penetra nel corpo, di cui si possa godere, se non esili immagini: delirante speranza che spesso è rapita dal vento.

Come in sogno l’assetato vuol bere, e non gli è data bevanda a spegnere l’arsura delle viscere, ma si protende a simulacri d’acqua e invano si affanna, e soffre sete bevendo in mezzo a un fiume impetuoso, così in amore Venere con simulacri schernisce gli amanti: né possono saziarsi di guardare da vicino quel corpo, né con le mani possono spiccar nulla dalle tenere membra,  mentre errano incerti per tutto il corpo.

("De rerum natura", Tito Lucrezio Caro)

All’ incirca 185 giorni, 12 ore e 55 minuti fa sono state pronunciate queste parole:

"Assurdo, ti conosco da circa dodici ore e ti parlo come se ti conoscessi da una vita".

So benissimo che le ricordi e che ti sono rimaste impresse.

So che nel momento in cui rifletterai ricorderai qualcosa di importante.

Tanto lo sai che continuerò a volerti bene ๐Ÿ™‚

Come sempre.

Tra poco comincerò a prepararmi, Jessi verrà qui e insieme partiremo per un’altra settimana all’insegna dell’ignoto…Ignoto davvero, perché ancora non focalizzo gran parte delle cose che dovrò fare…Ma non importa.

Parlo con Donnie Darko, la lontana Laura bizantina, ascolto "Alpha Beta Gaga"  ("Talkie Walkie", Air)…Binki mi ha appena contattata, Nostromo non risponde, penso a chi si è allontanato, a chi si è avvicinato, a chi non ho ancora conosciuto…

Devo pensare alle ultime cose da mettere nella borsa…E nella mente ๐Ÿ˜›

Potrò connettermi raramente da Roma perché non ho internet, a malapena potrò scroccare qualche minuto di connessione alla mia compagna di stanza…Rimedierò.

A presto ๐Ÿ™‚

Tornerò.

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Sensitive bending

Ascolto la colonna sonora de "Il giardino delle vergini suicide" composta dagli Air; purtroppo non ho visto il film, credo lo noleggerò al più presto. Tra poco andrò a dormire, e dopo il mio risveglio comincerà una mezza giornata di ordinaria routine dopo la quale si susseguiranno i preparativi per tornare a Roma, dato che il lunedì mattina ho lezione di letteratura latina e linguistica italiana a partire dalle 9:00.

Questa sera non avevo nulla di particolare da fare, riflettevo su alcune cose e persone e ascoltavo un po’ di musica, finché non mi sono connessa…Pensando di creare un blog nuovo, qualcosa di diverso.

Benvenuti, chiunque voi siate ๐Ÿ™‚

Perché a volte mi sembra di giocare a Tetris? Basta immaginare qualche mia lezione: il modo in cui io e alcuni miei compagni riusciamo ad occupare quattro mattonelle del pavimento ciascuno è stupefacente (per fortuna non accade ad ogni lezione, ogni tanto usiamo le sedie). Sorprendente quanto basta per farmi sorridere.

La teoria dell’universo mamma invece mi ha sconvolta non appena l’ho conosciuta.

Spero di riuscire a creare un blog similinteressante, datemi solo un po’ di tempo.

Buonanotte ๐Ÿ™‚

s.t.

Preghiera In Gola (Carmen Consoli)

La si vedeva ogni mattina

col suo cappotto verde e delle eccentriche scarpe rosse

da quasi vent’ anni alla finestra con il rosario al petto e una preghiera in gola

la si vedeva ogni mattina andare in contro all’uomo della posta e tornare delusa

da quasi vent’ anni nell’attesa di una notizia possiam chiamare dolorosa

sembrava fosse giunto un angelo a farle visita

aveva occhi grandi e un corteo di nuvole

contornava enormi ali bianche

nell’impetuoso fluire del tempo

nutriva la speranza che tornasse quel figlio disperso al fronte

nei pomeriggi dalla sua finestra

fissava un punto conteso

tra idillio e noia

sembrava fosse giunto un angelo a farle visita

aveva occhi grande e un corteo di nuvole

contornava enormi ali bianche

celestiali sembianze

intensi occhi grandi custodi di un addio

sembrava fosse giunto un angelo

a farle visita aveva occhi grandi e un corteo di nuvole

contornava enormi ali bianche

celestiali sembianze

intensi occhi grandi custodi di un addio

custodi di un addio.

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