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Archive for gennaio 2007

Last sleep

Ugolino della Gherardesca

Poscia che fummo al quarto dì venuti

Gaddo mi si gettò disteso a’ piedi,

E disse: "Padre mio, ché non m’aiuti?"

Quivi morì; e come tu mi vedi

vid’io cascar li tre ad uno ad uno

Tra il quinto dì e ‘l sesto; ond’io mi diedi,

Già cieco, a brancolar sovra ciascuno,

E due dì li chiamai, poi che fur morti.

Poscia, più che ìl dolor, poté il digiuno.

(Inferno, Canto XXXII)

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Al monte Ventoso

Non gioco più

Me ne vado

Non gioco più

Davvero

Se ti faccio male

Poi ti passerà.

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Ore 01:13, Domenica protomattina

I miei dormono al piano di sopra, il mio cellulare nuovo e scarico giace tra i fogli stampati: Auerbach, figura e lacrime…tutte cose che spero di imparare per il 29 Gennaio. Alla mia destra una tazza di latte con delle fette biscottate ridotte in poltiglia, custodie di cd sprovviste di questi ultimi e tanti ricordi…Anche a sinistra.

Una mia amica mi ha passato "Africa" di Toto: lo so, non è il massimo, di certo non si tratta di un grande pezzo che ha fatto la storia della musica, però mi sta commovendo.

Ricordo che ascoltavo questa canzone quando ero piccola: avrò avuto sei anni, e l’anno in cui uscì io e i miei andammo in Calabria in vacanza. Io mi addormentai con mio fratello, che aveva quindici anni, in macchina, ed erano le quattro del mattino…Ci svegliammo un’ora e mezza prima di arrivare a destinazione, in pieno giorno, cielo limpido e … "Il mare!"-esclamai guardandolo dal finestrino. C’era questa canzone di sottofondo.

Ricordo l’impazienza di fare il bagno, il profumo della crema solare, l’aria salina, i gelati e le passeggiate.

E poi ricordo la nostalgia e la tristezza che mi assalirono prima di partire per tornare a casa…dal finestrino guardavo il mare con la speranza di potermene portare via anche solo un pezzetto.

Esistono sensazioni che solo l’animo puro di un bambino può abbracciare e apprezzare: la durezza e l’incontentabilità dell’adulto spesso infrangono al primo sospiro queste deboli immagini riflesse.

Buonanotte,

sulle note di Sunday Morning dei Velvet Underground

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blankets

Il sentimento d’amore deve sperimentare, nel suo svolgimento, i luoghi a lui destinati: i luoghi d’amore. Incontri, parole, lettere, discorsi, linguaggi e topoi miscellanei. L’amore non è tale se non accoglie in sé anche la possibilità del tradimento, che non necessariamente può condurre ad una desolante perdita di stabilità interiore di base emotiva, bensì anche al rafforzamento di esili presupposti che, non contemplando tale prospettiva, potrebbero vacillare.

Dante ama Beatrice, ma dopo la morte di quest’ultima si innamora  della donna gentile e bella molto. Poi si pente, mentre subentra la tribolazione. E’ il trionfo di Beatrice.  Eppure all’inizio sembra non figurare alcuna via d’uscita. Eppur si muove.

Ci si agita, si scalpita, si piange, si trema. Si trema. Non riuscire a stare fermi.

Tamburellare con le punte delle dita su una superficie, ancora più soddisfacente se si ascolta il rumore delle unghie sul marmo.  E intanto le sopracciglia si aggrottano, il contorno delle labbra si fa più spastico/caustico.

Grazie Barthes, grazie Carotenuto, ma forse non ho ancora capito la domanda che voglio porvi.

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I feel you. Upset.

Lips

"Lui è come una statuetta di Swarovski, se non la maneggi con cura cade e si frantuma"

A volte le persone si frantumano. Non necessariamente nel corpo. Basta una piccola crepa. Lieve. Leggera. Apparentemente innocua e per niente foriera di fantasmi. Un colpo e si amplia, si approfondisce. E poi infrange. Punto.

Fine della storia. Cala il sipario, i tecnici smontano tutto, gli attori si struccano per poi vestire i panni della propria vita. Un giro di chiave alla porta del teatro e arrivederci e grazie.

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Prostitutes go to Heaven

It’s their clients that go to Hell.

(David La Chapelle)

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…Auguri

maravigliaS’i fosse foco arderei ‘l mondo

S’i fosse vento, lo tempesterei

S’i fosse acqua, i l’annegherei

S’i fosse Dio, mandereil’en profondo

S’i fosse papa saré allor giocondo

tutt’i cristiani imbrigherei

S’i fosse ‘mperator, sa che farei?

A tutti mozzerei lo capo a tondo

S’i fosse morte anderei da mio padre

S’i fosse vita fuggirei da lui

similemente faria da mi’ madre

s’i fosse Cecco, come sono io e fui,

torrei le donne giovani e leggiadre

e vecchie e laide lasserei altrui.

(Angiolieri—>De André)

In ricordo di qualche minuto in macchina con i vetri appannati e di un’opera di disintossicazione acustica.

Buon anno

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