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Archive for marzo 2007

November rain

Stamattina, mentre ero alla Conad a fare la spesa con mio padre, ho sentito "November Rain" dei Guns ‘n Roses alla radio…Ho ricordato tante- forse anche troppe-cose, persone, odori soprattutto, ambienti, occasioni.  Mi sento malinconica in questi momenti, i ricordi non mi scivolano per niente addosso, ma si aggrappano strenuamente alla pelle. Fa un po’ male a volte.

Mi dispiace di non aver rivisto alcune persone, di aver respinto quelle alle quali avrei potuto dare almeno una possibilità. -Che vuoi farci? Ormai è andata-. Lo so. Anche troppo bene.

La cosa positiva è che alcune non hanno mai smesso di esserci, e spero di riuscire a tenermi strette quelle che ho incontrato col tempo.

A chi sa che gli voglio bene.

Perché in cuor suo l’ha capito da un pezzo.

A presto

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[…]

C’è una sottile linea di confine tra orgoglio e presunzione. La maggior parte delle volte non l’ho proprio considerata, costretta da una dittologia maleducata a scegliere tra due versanti. Al momento la scelta è più varia, ma continuo a indugiare come un cliente che fa scorrere distrattamente la punta del dito sui nomi dei piatti del menu. La punteggiatura mi è proprio indifferente. Grazie davvero per i commenti sul blog, mi fa piacere notare che chi mi è vicino rimane tale e chi mi è lontano continua a seguire le mie orme.

 

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Ma fatemi il piacere

A: Lavori alla base aerea?

B: Lo sai cosa penso del lavoro. A giugno avrò 33 anni. Ti importa?

A: Giugno?

B: 33 anni a Giugno.Questa roba va fuori dalla finestra dopo che lascio questo- hu- lascio questo ospedale. Così non posso riavere indietro le mie corde vocali. Così smetto con le sigarette. Sono in una condizione spaziale, dallo spazio esterno io stesso…

A: Sono una vera navicella spaziale, vengo dall’altra parte.

B: Un sacco di persone parlano in quel modo, come i pazzi, ma “che tu lo creda o no" di Ripley,  prendere o lasciare- da solo- è ne L’Esaminatore, è nella sezione comica. "Che tu lo creda o no" di Ripley, Robert E. Ripley, ma non dobbiamo credere niente, a meno che non mi senta di farlo. Ogni piccola rosetta – troppo solo.

A: Sì potrebbe essere

B: Sono un marinaio civile.

A: Potrebbe essere. Faccio il bagno nell’oceano.

B: Il bagno puzza, sai perché?Perché non puoi smettere quando ti senti di farlo. Sei in servizio.

No, non si tratta né di un discorso tratto da un libro di Queneau né della mia ennesima  creazione(non ne sarei comunque capace).

E’ un discorso tra due persone con una diagnosi di schizofrenia, tratto dal vecchio libro di neurofisiologia.

(Haley, 1959).

Non sopporto l’abuso di certi termini.

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La sessione è finita, andate in pace.

Ora si torna a vivere

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