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Archive for aprile 2007

Posticcio

have lunch‘Cause it makes me feel like I’m a man

When I put a spike into my veins

And I’ll tell ya things aren’t quite the same

When I’m rushing on my run

And I feel just like Jesus’ son

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365 giorni e un sospiro.

L’ aria si sta facendo rarefatta

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listening to

My eye don’t* wanna see

My ears don’t wanna hear

[* non è un mio errore di grammatica, sono le parole di Joe Perry]

E mi interrogo, mentre sono indecisa sul voto da mettermi.

Perché per una volta vorrei essere io a darmi un voto. Ma a cosa servirebbe? Ma proprio a niente.

Non sono la forza di un bel niente. Né tantomeno di qualcuno [astenersi dal correggere].

Mi sento un Obietto schifiltoso, come avrebbe detto il Tesauro [era lui?Mah…ancora devo studiarlo]

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Freak out! I’m alone now!

I feel just like I’m losing my mind

‘Cause love is like the right dress

On the wrong girl

You never know what you’re gonna find

("Ain’t that a bitch", Aerosmith)

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Sembra una preghiera

Sai come prendermi in giro

le tue favole SPAVENTANO

ed ora ho BISOGNO DI avere PAURA,

di rincorrerti

e NON AFFERRARTI.

CONOSCERE tutto di TE

A COSA SERVE?

A cosa serve?

Sai come prendermi in giro

le tue favole DIVERTONO

e ora ho bisogno di RIDERE

TANTO

di nascondermi

e NON CERCARTI

conoscere tutto di  te

A cosa serve?

A cosa serve?

ED ORA PIU’ CHE MAI VORREI

SENTIRE IL CALORE DELLE TUE MANI

trovare il CORAGGIO

di FIDARMI DELLE TUE CAREZZE

Fidarmi delle tue carezze.

Sai come prendermi in giro

Le tue favole spaventano

ed ora HO BISOGNO DI avere PAURA

di RINCORRERTI

e non afferrarti

conoscere tutto DI TE

A COSA SERVE?

A cosa serve?

ED ORA PIU’ CHE MAI VORREI

SENTIRE IL CALORE DELLE TUE MANI

TROVARE IL CORAGGIO

DI FIDARMI DELLE TUE CAREZZE.

FIDARMI DELLE TUE CAREZZE

DI FIDARMI DELLE TUE CAREZZE

("Fidarmi delle tue carezze", Carmen Consoli)

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E buona Pasqua.

Mentre mio fratello suona "Comptine d’une autre été" di Yann Tiersen.

sink

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passami il borotalco

"Ultimamente sei sempre in tensione"

"Eh lo so"

"Ma che hai?"

Ma cosa vuoi che ne sappia, mi sento come uno spaghetto arrotolato dalla forchetta, che schizza sugo sulla maglietta e ti fa girare i coglioni perché era pulita.

E la cosa più snervante è che non c’è neanche il borotalco per far seccare la macchia.

Mi dispiace, vorrei uscire dal caldo della metafora e parlare in modo esplicito, ma sarebbe una doccia fredda, e l’acqua non è proprio l’ideale per le macchie di sugo ancora fresche…perché ancora non si sono seccate, vero? Mah… E’ l’espressione che uso più frequentemente da un mese a questa parte.

Finisco per rispondere "eh" a chi mi dice di volermi bene davvero, mi sento statica, sì, esattamente STATICA, priva di impulsi e propensioni. Avete presente il pendolo di Foucault? Sì, quell’aggeggio usato per dar prova del moto di rotazione terrestre: ecco, forse non sono esattamente statica, sono un pendolo, destra-sinistra-destra-sinistra, ma forse non sto lasciando più di un solco perché non mi gira niente sotto i piedi, e se non ricordo male il movimento di un pendolo è costante.

"Sei proprio una bella persona"- ma magari fosse vero.

"Tu non devi avere paura di me"- uhm giro la ruota.

"E intanto cosa fai?"- questa è la vocina interiore stordita con scariche di serotonina.

"Torna a studiare idiota hai quattro esami a Giugno"- questo è l’organo repressore serotoninergico.

Ascolto "La morte e la fanciulla" di Schubert che B mi ha prestato.

E guardacaso la Morte è un giovane al cui amplesso la fanciulla resiste.

Avvincente.

Vado a guardare "I Simpson".

Insistete sempre nel dire di voler bene a qualcuno, non per convincere voi stessi  ma per persuadere chi vi ascolta.

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