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Archive for giugno 2009

E mentre la stringevo avrei voluto spiegarle: adesso sto facendo l’amore con te. Sono dentro di te. Però questo non è niente di importante. E’ una cosa come un’altra. Sono solo due corpi che s’incontrano. E’ qualcosa che si può descrivere solo come due corpi imperfetti che s’incontrano. E che così facendo condividono la loro reciproca imperfezione.

(Watanabe)

Crisi di eccitazione e di pianto. Ma va bene, sai, quando è così. Perché comunque tira fuori quello che sente. E’ quando non si riesce a tirarlo fuori, che c’è da aver paura. Allora le emozioni si accumulano dentro il corpo e si induriscono. E quando molte emozioni si sono indurite muoiono dentro il nostro corpo.

(Reiko)

(Haruki Murakami, Tokyo Blues Norwegian Wood)

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E c’era il sole e avevi gli occhi belli

Lui ti baciò le labbra ed i capelli

c’era la luna e avevi gli occhi stanchi

lui pose le sue mani sui tuoi fianchi.

Furono baci e furono sorrisi

poi furono soltanto i fiordalisi

che videro con gli occhi delle stelle

fremere al vento e ai baci la tua pelle.

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[…]"Questa mattina Peppino avrebbe dovuto tenere il comizio di chiusura della campagna elettorale. Non ci sarà nessun comizio, non ci saranno più trasmissioni.  Peppino non c’è più, Peppino è morto, si è suicidato.

Sì, non sorprendetevi, è andata proprio così!  I carabinieri lo dicono, lo dice  il magistrato…hanno trovato un biglietto: voglio abbandonare la politica e la vita…questa sarebbe la prova del suicidio, la dimostrazione…E lui per abbandonare la politica e la vita che cosa fa?

Va alla ferrovia, picchia la testa contro un sasso, macchia di sangue tutt’intorno, poi si avvolge nel tritolo e salta per aria sui binari…Suicidio! Come l’anarchico Pinelli, che vola giù dalla finestra della Questura di Milano, come l’editore Feltrinelli che salta su un traliccio dell’Enel…Questo leggerete sui giornali, questo vedrete alla televisione…Anzi, non vedrete proprio niente.

…Perché questa mattina giornali e televisione parleranno di un fatto molto più importante…del ritrovamento a Roma dell’ onorevole Aldo Moro, ammazzato come un cane dalle Brigate rosse.

E questa è una notizia che fa impallidire tutto il resto,  per cui: chi se ne frega del piccolo siciliano di provincia! Chi se ne fotte di questo Peppino Impastato!

Adesso spegnetela questa radio, giratevi dall’altra parte. Tanto si sa come va a finire, si sa che niente può cambiare. Voi avete dallavostra  la forza del buonsenso…quella che Peppino non aveva… Domani ci saranno i funerali…voi non andateci…Lasciamolo solo! E diciamolo una volta per tutte che noi siciliani la mafia la vogliamo! Non perché fa paura ma perché ci dà sicurezza, perché ci identifica, perché ci piace! Noi siamo la mafia!

E tu Peppino non sei stato altro che un povero illuso, tu sei stato un ingenuo, un nuddo mescato cu’n niente! […]

("I cento passi",  M.T. Giordana)

impastato

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