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Archive for luglio 2009

E’ quello che sai che ti uccide o è quello che non sai

a mentire alle mani, al cuore, ai reni

lasciandoti fottere forte

per spingerti i presagi

via dal cuore su in testa, sopprimerli

non sai

non sai

che l’amore è una patologia

saprò come estirparla via

torneremo a scorrere

torneremo a scorrere

Eroe del mio inferno privato

se in giro di routine

indossi il vuoto con classe

è tutto ciò che avrai

perchè quando il dolore è più grande

poi non senti più

e per sentirti vivo

ti ucciderò

ti ucciderò

vedrai

vedrai se il mio amore è una patologia saprò come estirparla via

torneremo a scorrere

torneremo a scorrere

torneremo a scorrere

torneremo a scorrere

lo so

lo so che il mio amore è una patologia vorrei che mi uccidesse ora

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[buongiorno ridarello]

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[musica]

Qui dentro tutto parla di te. L’ importante è ascoltarlo pazientemente, senza rimpianti.

Perché forse evitare non è altro che togliere nervosamente i punti di sutura a una ferita appena operata.

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mars 2

L’amore più puro in un tepore nuovo

di celesti lenzuola e del loro ristoro:

sono i soffici raggi delle pupille tue,

vi si accuccia il cessare delle sue paure.

Ed io vi spio e mi commuovo.

E grazie…

per tutto questo: grazie.

Per tutto quanto: grazie.

Per tutto: grazie.

E grazie.

Semplicemente grazie.

Perdutamente grazie.

Solennemente grazie.

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Strada chiusa

"Vuoi dirmi che strada dovrei prendere per andare dove devo andare?"

"Dipende molto da dove devi andare"

"Non mi importa molto dove"

"Allora non importa quale strada prendi"

(L. Carroll, Alice in Wonderland)

Forse nella vita dovrebbero esserci più segnali stradali. Quelli che ti indicano il divieto di sosta, quelli che ti invitano a svoltare a sinistra, quelli che ti dicono a quale velocità devi andare, ma soprattutto quelli che ti avvisano che la strada è chiusa. Che o torni indietro e affronti di nuovo l’incrocio o ti trovi in un vicolo cieco. Di quelli in cui ti fermi (in un modo o nell’altro)  e ti guardi intorno per trovare uno spazio in cui fare manovra. Ma spesso quello spazio non c’è. E allora ti chiedi chi è stato quel coglione che ha progettato quella strada, senza pensare che forse uno può sbagliarsi  e voler tornare indietro.

"Tornare indietro? E perché mai?  Non bisogna mai guardarsi alle spalle". Eh grazie, molto umano, ma nel frattempo io mi trovo bloccata con la macchina di traverso, poco gas nel serbatoio e qualcuno che mi suona perché deve entrare nel garage e io gli ostruisco la via. Meglio di così non poteva andare.

Allora in quel momento poggeresti la fronte sullo sterzo per riflettere, ma non c’è tempo, la macchina continua a intimarti di levarti dalle palle, senti un bip-bip che ti informa che il gas sta per lasciarti a piedi, e per di più il cellulare comincia a squillare ("Ma insomma?! Si può sapere dove sei??" –  Ma che ne so).

E poi, senza che tu te ne accorga, qualcuno, dopo averti vista in difficoltà dal balcone, scende le scale, si avvicina e ti chiede se serve una mano. "No, ce la faccio…ma sì, dove vado…Grazie."

"Vai vai vai…ferma! Ok, adesso sterza a sinistra…[Beeep!] E basta! Che ca**o ti suoni?? Ok, adesso prosegui, piano…piano, bene, ancora un poco di marcia indietro, ok…perfetto! Puoi darmi un passaggio?"

"Ovvio"

La portiera si chiude, e mentre cerchi il distributore di gas più vicino senti ancora l’eco delle imprecazioni del tizio che suonava a intermittenza… Chissà  di cosa si starà lamentando, ora che mi sono levata dai piedi.

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La veillée

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[senza titolo]

La felicità non è altro che il profumo del nostro animo.

(Gabrielle "Coco" Chanel)

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