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Archive for novembre 2009

[emotionally proud]

  La sola cosa che ci resta è il ricordo che tu avrai di me… e io ho bisogno che questo ricordo sia intenso e bellissimo. Se te ne vai ora il tuo ricordo di me sarà perfetto. Tu sei la mia immortalità (Sweet November)

E’ strano come certe volte si possano ripescare nella mente vecchi film, vecchie musiche, vecchie sensazioni. 

Vecchie, sì, ma vive. Immortali. Anche quando sembrano sopite. Sono lì, sotto un velo di pensieri, ma ci sono. 

Spesso dimenticate, non ritenute un regalo abbastanza pregevole. 

Eppure penso siano state le cose più belle che io abbia mai donato. Tornate al mittente, in alcune circostanze. Ma io -testarda! – le ho rispedite, proditoria e tenace.

E hanno fatto  breccia qualche volta. Qualche volta sono andate perse durante la spedizione, come un postino che cade con la sua bicicletta e fa rovesciare tutte le lettere della sua borsa in una pozzanghera, cercando di recuperare il salvabile. E certe buste affrancate rimangono galleggianti sull’acqua, per poi, piano piano, affondare, disgregarsi col sole, col vento, fare un tutt’uno col fango. 

Mentre il mittente ogni mattina apre la sua cassetta della posta sperando di trovare qualcos’altro oltre alla pubblicità: ritenterà, magari domani sarà più fortunato.

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 Voglio vedermi danzare. 

Voglio vedermi mentre sbaglio i passi, mentre giro di scatto la testa, mentre dal plié prendo la forza per alzarmi e girare en dehors, mentre apro e chiudo le braccia, mentre le vene sulle tempie si fanno più vive e pulsanti, mentre il sorriso nervoso si fa spazio tra le fossette che ho ai lati della bocca. 

Voglio vedermi da fuori, voglio una pelle così splendida da farmi rabbrividire, voglio che le lacrime siano a pagamento per me, voglio che una volta raggiunta una soglia gli occhi si rifiutino di inumidirsi e di grondare umori spenti, fino a farmi sforzare per versare una goccia, fino a farmi rinunciare. 

Voglio formattare il cervello, farci pace o che dir si voglia, o che amor si colga.

Voglio cogliere i rovesci di tutte le mie medaglie. 

Voglio guardarmi la mia vita su una poltrona rossa in prima fila. 

Voglio una sbronza emotiva che mi faccia vomitare paura. Come quei rigetti da febbre a 39°, che ti fanno star meglio subito dopo aver rimesso.

Voglio poter annegare in un mare calmo. "Portami lontano sulle onde".

Ma tu sei questo. E’ la tua anima. Dio me l’ha data, guai a chi me la tocca-come la corona di Napoleone.

E voglio una permuta. Voglio non fare sogni agghiaccianti, voglio svegliarmi ogni giorno come se fosse il primo in cui vedo la luce. Voglio non avere paura della musica, e non parlo come faceva il buon Mishima [ma forse…], ma di musica fatta di note che si incastonano nel petto senza uscirne, e semmai ci riescono il taglio è troppo profondo per rimarginarsi del tutto.

Voglio poter dire no alle barocche emozioni, a quelle sensazioni così gonfie e stracariche di sentimenti da farti sudare per poterle sorreggere.

 

Voglio essere la Margherita che una volta ringiovanita vola via. 

Ma posso?

"Com’è simpatico Paperino mentre fa pulizia nella sua mente [P. nel Mondo della Matemagica]…magari potesse essere così semplice nella vita" [cit.]. 

Vorrei disporre dei ricordi come di una lista di file, di quelli che, una volta obsoleti, vanno solo eliminati dall’unità disco.

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[col nome giusto]

beksinski


(Zdzislaw Beksinski) Spero che un giorno smetterai di fare confusione Tra il dolore ed il piacere, la paura ed il bisogno di ferire son certa che un giorno chiameremo tutto questo col nome giusto e ritrovata serenità.

 

 

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