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Archive for luglio 2010

La prima volta che ho visto la mia ginecologa è stata quando non avevo nemmeno 18 anni.
Mi fece subito un'ottima impressione: me la ricordo ancora adesso con le sue fly flot, il camice bianchissimo e i lineamenti marcati, da vera donna mediterranea. Ricordo pure la sua voce dolce ma incisiva e la sua scrittura corsiva ma chiara. Fu un incontro di vera fiducia, che mi lasciò un segno. 

Qualche giorno fa ci sono tornata: sempre lo stesso camice, sempre le pantofole comode (chissà, magari con i piedi comodi si ragiona meglio) e lo stesso timbro di voce. Una garanzia che si rinnova, con tutta la fiducia che ne può derivare, perché se non sbaglio il giuramento di Ippocrate, a volte fatto a sproposito, cita "regolerò il tenore di vita per il bene dei malati secondo le mie forze e il mio giudizio; mi asterrò dal recar danno e offesa. Non somministrerò ad alcuno, neppure se richiesto, un farmaco mortale". Poetico e commovente.
La mia cara dottoressa, in seguito ad alcune domande, mi ha consigliato una nuova pillola ("di ultimissima generazione, ultra moderna" – ha detto sollevando le sopracciglia), dal nome trendy e accattivante: Yaz. Il nome sembra un misto tra il funk e l'hip hop, con un logo giovanile e un sole stilizzato accanto alla "Y" sull'opuscolo, e tante ragazze alla moda sorridenti e spensierate tra una pagina e l'altra. Un po' come quando vedi la pubblicità di una crema per il corpo e vedi ragazze senza un filo di cellulite che sorridono tra di loro sfoggiando abiti striminziti per esaltare le loro forme perfette. 
Ho letto l'opuscolo, ricordato le sue parole e mi sono detta : "perché no? Solo che mi pare strano che non me l'abbia prescritta lei stessa…". Mah, forse ha voluto darmi tempo, eppure che strano, mi ha detto di fare le analisi a Settembre ("ora fa troppo caldo!") e nel frattempo di cominciare senza problemi (E chi me la prescrive? Il veterinario?). Mh, però che strano, nemmeno mi ha chiesto se in famiglia abbiamo una predisposizione ai problemi vascolari, dato che mia madre ha avuto episodi di trombosi… Ma no, sicuramente lo sapeva, è un medico, saprà pure il fatto suo, e se non ci si fida del proprio medico dove si va a sbattere la testa? Posso stare più che tranquilla, mi fido di lei, o forse il ricordo del suo viso che sorride mi è rimasto troppo impresso. 
"Poi se vuoi, ad esempio se sei in vacanza e non vuoi problemi, puoi farti saltare un ciclo senza interrompere con le pillole inerti". Uhm, dopo nemmeno un mese già posso manipolarmi a mio piacimento. Madre natura si incazzerà come una iena, ma cosa vuoi che mi importi, tanto la dottoressa sa quel che dice, non mi recherebbe mai danno. 

Mi sono informata. Un po' per curiosità, un po' per essere più sicura. 
"Nuovissima e innovativa, combatte la sindrome premestruale, rende la pelle più liscia e riduce la ritenzione idrica" acclamava Repubblica. "La pillola del futuro" leggevo da qualche altra parte. Insomma, una panacea per davvero. Eppure qualcosa non mi convinceva. Il serpente di Galeno mi ha dato l'input per cercare meglio, per vedere in giro gli eventuali effetti collaterali (sì, lo so che siamo tutte diverse! Grazie! Ma un po' di sana informazione contra formam?) : nausea, vomito, emicrania e crampi. Le stesse cose che sono scritte sul bugiardino dell'aspirina. Solo che a spaventarmi non era tanto l'entità degli effetti, quanto la loro percentuale in un forum di opinioni, vertiginosamente alta, al che mi sono chiesta perché mai dovessi aggiungere un'ulteriore emicrania al mio consueto appuntamento settimanale. "Ma anche no" – per dirla sinteticamente.
Solo che qualcuna lamentava anche la tachicardia, che in effetti mi spaventa non poco, visto il mio background non molto felice. Ma capirai, sono casi isolatissimi, rari, sicuramente la mia ginecologa ha agito per il mio bene, mica ha studiato per pettinare le bambole. Continuo a cercare, sempre più desiderosa di sapere e al tempo stesso di stare più tranquilla. Ma guarda un po'!

Manco a farlo apposta la Bayer, che distribuisce questo medicinale, pochi anni fa ha lanciato un altro contraccettivo dal nome virginale, "Yasmine": la cosa simpatica è che Yaz ha la stessa formulazione, ma un nome più accattivante e trendy e 50 eurocent in più sul prezzo di listino. "Cosa non si inventano per fare soldi" – ho pensato sorridendo. E' come se facessero una nuova aspirina uguale alla precedente e la chiamassero Aspy aggiungendo 30 eurocent. Forse non hanno abbastanza soldi, forse sono in bancarotta. 
Eppure fino a non molto tempo fa la Bayer non se la passava benissimo. 

E nemmeno adesso, perché quello che forse la mia ginecologa non sa che in Svizzera la Swissmedics ha richiesto il ritiro dal commercio di Yaz per i danni cerebrali riportati da una ragazza in seguito a un'embolia e per il decesso di un'altra, e che in America la Bayer ha pagato 20 mila dollari di multa per pubblicità ingannevole, dal momento che il medicinale non cura i sintomi della sindrome premestruale, quali ansia, cefalea e gonfiore. 
Forse la mia ginecologa non sa nemmeno che esiste la Coalition Against Bayer Dangers, o CBG, e che lo scorso 30 Aprile, all'assemblea degli azionisti della Bayer, hanno partecipato pure le vittime degli effetti collaterali di questo contraccettivo salutato come la "pillola del futuro", ma che in quanto a effetti collaterali tocca le soglie delle pillole di seconda generazione, tanto per intenderci quelle di più di vent'anni fa, con un rischio di embolia superiore. Tanto per fare qualche numero, negli USA sono state intentate 1100 cause contro la Bayer, ma vuoi mettere tutto ciò con un lieve calo di peso e una pelle liscia come la seta? Se bella vuoi apparire…
Forse la mia ginecologa non sa che anche in Germania si sono verificati seri casi di trombosi ed embolie, alcuni mortali, e che soprattutto in terra germanica la "figlioccia" di Yasmine, alias Yasminelle, viene venduta in una elegante scatola argentata pratica e giovanile, proprio per fare effetto sulle giovani donne che vogliono vivere la loro vita sessuale senza catene mentali o che hanno seri problemi da risolvere. Una garanzia.

Anche il British Medical Journal e la FDA americana hanno avuto qualche dissapore con la Bayer per il medesimo medicinale, causa un "presunto" aumento del rischio di embolia dell' 80%, e dato che il lupo perde il pelo ma non il vizio datevi un'occhiata sul sito della CBG, sui processi per gli effetti sui feti del Primodos / Duogynon (ogni dose equivaleva a 40 pillole contraccettive) negli anni '70, e, per tornare ai tempi nostri, i medici portoghesi corrotti con denaro e buoni viaggio affinché prescrivessero farmaci del marchio Bayer.

Ma ci sarà un perché se Yasmine ha toccato delle soglie di vendita clamorose: sicuramente saranno i suoi miracolosi effetti contro la sindrome premestruale, la sua funzione drenante che riduce gli inestetismi della cellulite, e senz'altro anche i suoi effetti sulla pelle delle giovani donne.

Citando Carrol, "rifletti bene Alice, perché se bevi da bottiglie che non sai cosa contengono, prima o poi ne subirai le conseguenze".

YAZ!
 

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Load “*”

Il salotto di casa mia comprende un tavolo con delle sedie, una libreria, due divani di diversa grandezza, una scrivania con un pc. Al momento sul tavolo c’è il portatile dal quale sto scrivendo, quello con l’adesivo della mela ma che in realtà è un Dell (per di più la mela è messa al contrario, e per mio fratello equivale a una croce rovesciata). Sulla scrivania, tra pile di cd di dubbia provenienza ormai diventati un prestito permanente, c’è un catorcio che si carica a manovella, ovvero il pc. Tuttavia il suddetto catorcio svolge la sua onorevole funzione di farmi partire The Sims 2, riscattandosi dalla sua becera condizione. Allora, introdotto l’argomento, la domanda è: perché ho messo a caricare The Sims 2? 
Premetto che al momento il mio personaggio, Nicoletta, che mi somiglia all’ 87%, ha avuto una bambina che si chiama Penelope e che da ieri, in seguito a un invito a cena del preside, studia alla scuola privata. Ora, considerando il fatto che io non manderò mai i miei ipotetici figli alla scuola privata, farla studiare lì mi serve per far sì che non appena sarà grande troverà un lavoro che la sfonderà di soldi, per poi dedicarmi all’arredamento della casa ed eventualmente farla morire di crepacuore per aver visto il fantasma di sua nonna. Penelope ha un rapporto stretto con sua madre, nella media con suo padre (un po’ come me). Il padre si chiama Curzio Montreschi,  che di lavoro fa l’astronauta. Il signor Montreschi ha avuto una tresca con Nicoletta da cui è nata la piccola Penelope, per la quale ha abbandonato il tetto coniugale condiviso con Bianca, la sua precedente compagna (e moglie de facto).
Premetto che il signor Montreschi è ATTUALMENTE sposato con Bianca, sebbene viva con Nicoletta. La signora Bianca, medico di Sim City, è ora incinta, pertanto reputo opportuno farla trasferire non appena lo stato di gravidanza sarà più evidente. La signora Montreschi, inoltre, ha una seria tresca col mio personaggio: quando Curzio Montreschi va nello spazio e la pargola è a scuola, Bianca fa una scappatella da Nicoletta, e insieme fanno fiki fiki (!) al piano di sopra (!) mentre l’uomo delle pulizie (!) lava i piatti della sera prima (…!).
Premetto che il mio intento non è tanto quello di far trasferire Bianca per far vivere insieme e appassionatamente tre cuori e una capanna (appassionati già lo sono di loro), quanto quello di guadagnare il più possibile per rendere la loro  casa la più strafiga di Verona Creek, nonché quella più improbabile dal punto di vista architettonico e fisico, e rovinare il matrimonio dei coniugi Montreschi ahimé appena stroncato.
Ma la cosa più divertente è che pur avendo beccato suo marito a letto con un’altra Bianca Montreschi continui ad avere una relazione stabile sia con lui che con Daria.
Altrettanto divertente è che,nonostante le premesse, Penelope non diventerà mai un genio della scienza, ma resterà incinta di Amaro Cappelletti e manderà tutto all’aria, riducendosi a vivere in un monolocale arredato alla buona per badare a due gemelli rompipalle che saranno la causa del suo collasso nervoso, mentre Amaro se la farà con la sua segretaria durante la pausa pranzo. 

Ancora più divertente è che Curzio Montreschi non sa che un giorno andrà a farsi una nuotata in piscina e magicamente la scaletta scomparirà, mentre lui guadagnerà tanti punti Fisico.
Assai divertente è pure il fatto che nessuno in quella casa abbia capito a cosa serva quell’enorme boccione verde dove ogni tanto Nicoletta va a farsi un bicchiere.

E ora scusatemi, mi si è caricato il gioco.

the sims 2

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E tornare a casa completamente sbronza di te.
"Ma la sbronza poi passa…"
E allora per te diventerei un'alcolizzata.

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nail polish

Non si dovrebbe stendere lo smalto sulle unghie. Meglio, non solo sulle unghie. Andrebbe messo pure sugli occhi, così da non vedere cose spiacevoli. Andrebbe messo anche sulle narici, così da non respirare l'aria sterile e inquinata di certa gente. Andrebbe applicato sulle sopracciglia, così da non permettere alcuna espressione e dare l'impressione di essere sempre uguali, quasi coerenti. Andrebbe messo sui palmi per poi chiudere le mani, così da tenere sempre i pugni stretti, in ogni frangente. Andrebbe messo persino tra i capelli, perché a volte quando si muovono scompigliati dal vento danno l'impressione di avere vita propria, e non va bene. Andrebbe messo perfino sotto i piedi, per averceli sempre attaccati al suolo. Andrebbe anche applicato un poco tra le gambe, in certi casi, ma questa è un'altra storia. 
Andrebbe applicato pure sulle labbra, ogni tanto, giusto per non dire cose inappropriate. 
Ma io non sopporto a lungo lo smalto.
Mi si appiccica come sulle unghie come se fosse colla, e dopo qualche orosara la prima cosa che faccio è cercare di grattarlo via con l'unghia del pollice destro. Comincio grattando la parte alla base, poi proseguo ai lati e infine cerco di risalire dal basso verso l'alto. Un po' come faccio nei momenti meno aggressivi, dopodiché procedo col solvente della Rimmel che sa di confetto, e riscopro il mio colore naturale come se lo avessi coperto per anni. 
E mi piace.
Mi piace pure guardare le cose senza pensare che c'è una serratura tra potenza e atto, e che naturalmente non ho e non voglio avere la chiave.  Mi è anche piaciuto respirare l'aria dei fiori appassiti, quando mi è capitato, ma adesso preferisco quella della pelle profumata. Mi piace pure far capire che sono incazzata solo con le sopracciglia corrugate, senza proferire parola, senza chiudere pugni. Ma amo perfino chiudere i pugni, specie quando li tengo stretti sulle gambe per non pensare. Mi piacciono i miei capelli mai perfetti, di un liscio ondivago. Mi piace pure avere i piedi in mezza punta, che tanto ormai anche quelli sono irrecuperabili. E basta. Perché niente avviene per caso, niente avviene senza che io lo voglia. Almeno quello che esce fuori dalle mie dita. E io non porto lo smalto. 

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E scriviamo un po'. Tanto per farci male [ma no…]. Ho la mano sinistra atrofizzata: erano almeno sei anni che non prendevo una chitarra per fare due miserrimi accordi, e mi ritrovo devastata come se fossi Bryan May dopo Wembley, ma col cuore pieno così di soddisfazione. Ho suonato con mia madre "Canzone per un'amica" (sì, un po' anche per te. Oggi ti ho pensata, qualcuno ti somiglia e mi sei tornata in mente. Soprattutto quando ho cantato " vorrei sapere a che cosa è servito vivere, amare, soffrire; spendere tutti i tuoi giorni passati se così presto hai dovuto partire"… e tu sei partita), e poi per fatti miei giusto il primo minuto di Cirano. Forse non mi sono mai sentita così soddisfatta dopo aver rimesso a posto la chitarra (a posto, mo', non esageriamo… è accanto a me, sguainata come una spada e in emblematica posizione verticale, ma momentaneamente a riposo): diciamo che è stata la prima volta che sono riuscita a suonare una canzone dall'inizio alla fine. E sono soddisfazioni, dopo il buio.
Tuttavia mi sono tornate in mente tante cose mentre io e mia madre suonavamo in differita perché l'acustica era più scordata della classica (indi per cui…!). Mi sono tornate in mente certe serate in Via Matteotti (anche quel domicilio temporaneo sarà stato un caso? Uhm…), quando in cucina mia madre prendeva la chitarra e suonava i primi accordi de La canzone del Sole di Battisti. Re, La, Sol… se non sbaglio. Me la ricordo seduta vicino alla finestra del terrazzo, mentre io ero in piedi, come se dovessi recitare una poesia di Natale (non l'ho mai fatto, né mi ci hanno mai costretta. Mal sopportavo già la cintura di castità delle recite natalizie, figuriamoci la poesia). Mi vedo con la treccia e il cerchietto, la scamiciata e le calze di lana bianche spesse un dito. Alla fine era una canzone che volendo poteva protrarsi o ricominciare da capo, o ancora farsi seguire da qualche altro pezzo come "Balla Linda", ma già lì cominciavo a perder terreno.
Bei tempi, ma nel senso più fanciullesco del termine, perché sinceramente le mie compagne di gioco erano in buona parte delle stronze prodigio. Semmai di quell'età mi manca quella possibilità in più di essere giustificata quando mi scappava qualche sana spinta liberatoria. Eh cazzo, uno sopporta, sopporta, ma prima o poi esplode (o implode, che è peggio). 
Quando avevo più o meno sette anni cantavo qualche canzone di Battisti con mia madre che mi accompagnava alla chitarra. Ora, a quasi ventitré anni, mi ritrovo a suonare con lei (Lucio, per l'amor di patria, sei stato un compagno d'infanzia, ma vuoi mettere Cirano con la Canzone del Sole? Mi piange il cuore, ma spero tu possa perdonarmi). E' stato un po' come un rimando a distanza. Con la sola differenza che non porto più le calze spesse un dito e non spingo più le mie compagne di gioco quando fanno le stronze. Adesso preferisco la microfibra alla lana, alle sigarette i preservativi, alle HoganHortopediche le Converse dell'anno prima, al vino il caffè, le lasagne al sushi, il balletto all'hip hop, Guccini a… a tanto sterco che gira per le strade o si trova appeso a qualche parete come una reliquia. E' bello rinsavire: è un po' come svegliarsi da un sonno profondo. 
Quando ero piccola ovviamente non potevo dire tutte le parolacce che volevo, altrimenti partiva la celebre 
(e pittoresca) frase "ti disegno cinque dita in faccia", perciò, quando facevo un incubo, il mio modo per esorcizzarlo era mandarlo a fanculo sottovoce non appena sveglia. 

La cosa simpatica è che continuo a farlo anche ora, metaforicamente sveglia oppure no. 
Almeno non sono così ipocrita da voler stare sempre dalla parte della ragione.

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[io]

striscione2

. . . E sempre più orgogliosa di quello che si può solo invidiare quando non lo si possiede.

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