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Archive for novembre 2010

[intra moenia]

La vera rivoluzione avviene dentro casa, senza polvere da sparo e camicie strappate.

La vera rivoluzione avviene quando prendi l'ascensore invece di fare le scale, perché non è detto che debba rimanerci dentro. La vera rivoluzione avviene senza grida nell'abitacolo, ma con la portiera sbattuta in faccia.

La vera rivoluzione avviene quando si cammina senza cellulare in mano perché tanto non serve chiamare qualcuno. Perché la vera rivoluzione avviene quando ci si calma con le proprie parole, e non con quelle degli altri.

La vera rivoluzione è dire "no" una volta per tutte, non una volta ogni tanto. La vera rivoluzione è ricominciare da capo anche nei momenti dello sconforto. La vera rivoluzione è capire che la corsa non è finita, ma è appena iniziata. La vera rivoluzione è stendere i tendini senza pensare che ormai non possano più allungarsi. La vera rivoluzione è camminare guardando avanti, non a terra. La vera rivoluzione è saltare i gradini una volta ogni tanto.

La vera rivoluzione è poter pensare non alla propria strada, ma a un numero infinito di strade.

La vera rivoluzione è bruciare al freddo. La vera rivoluzione è guardarsi in trasformazione. 

La vera rivoluzione è pensare che tutto sia possibile.

 

Immag0088

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Da piccola sognavo di iscrivermi a scuola di danza. Avevo un'amica che all'epoca era la classica "brava e bella bambina": capelli biondi sempre lisci e pettinati, magrissima, curatissima nel modo di vestire, col grembiule sempre perfettamente stirato nella scuola più "in" delle mie parti, e ovviamente iscritta a scuola di danza, con tanto di body, chignon, scarpette e scaldamuscoli anni '80. La invidiavo. Oh, sì che la invidiavo: perché quando hai sette anni le emozioni sono qualcosa di difficile da controllare, e basta che ti guardi allo specchio per sentirti diversa, sciatta. I capelli un po' fuori posto, qualche chiletto in più, un vestiario normale, da bambina, un grembiule il più delle volte lasciato nell'armadio (il mio temperamento pseudo-rivoluzionario era allora appoggiato da mia madre), qualche lezione di pianoforte, pallavolo (a intermittenza) e voglia di fare danza, danza, danza. A volte mi consolavo con i miei voti a scuola, che senz'altro erano più alti di quelli della mia amica, ma quando mi faceva vedere le sue punte, il suo body e il suo scaldacuore rosicavo alla grande. Finalmente, in terza media (ma con un anno di meno), mi iscrissi a danza. Cominciai con la moderna e il funky, ma sapevo benissimo che sarei finita al corso di classico. Se mi sforzo ancora riesco a ricordare l'odore della sala. La mia insegnante era un po' una dittatrice, mentre sua sorella era leggiadra e posata come una lastra di granito, eppure le devo quella dose di disciplina e di ordine che ancora oggi non riesco a staccarmi di dosso. Quella disciplina che mi fa guardare in alto verso lo specchio quando faccio il port-de-bras. 

Però alla lunga le caserme mi sfiancano. Cambiai scuola e insegnante: lei era diametralmente opposta alla mia ex insegnante, aveva il sorriso stampato e anche se fisicamente non era una classica ballerina mi permetteva di entrare in sala con il mio body senza sentirmi a disagio, ma anzi spronandomi a migliorare ogni giorno. Le devo molto. Nel frattempo i rapporti con la mia vecchia compagna di gioco s'erano deteriorati per poi svanire (per fortuna). Scuole superiori diverse, modi di vivere divergenti, atenei differenti (Statale vs. privato&ecclesiastico): insomma, una vera e propria biforcazione.

Oggi sono tornata nella MIA scuola di danza. Ho fatto lezione con le altre ragazze, ho dato il meglio di me e nonostante il rossore che ormai affiora sulle mie guance al minimo sforzo mi sono sentita realizzata. Felice. Forte.

E forse è servito a qualcosa vestirsi come tutti gli altri bambini, andare nella scuola più normale del mondo, non essere un baby status symbol, se il risultato è quello di sognare ancora il rumore delle punte sul parquet, a ventitré anni suonati.

 

punta

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[à toi]

Si un jour la vie t`arrache à moi


Si tu meurs, que tu sois loin de moi
Peu m`importe, si tu m`aimes
Car moi je mourrai aussi...

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