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Archive for agosto 2011

[animale matricolato]

Penso sia un buon rimedio scrivere nel momento in cui si è tristi, aiuta ad alleviare la sofferenza e magari dopo ti senti un poco meglio.

Ricordo quando sei entrato per la prima volta in casa nostra: eri un batuffolo rossiccio e scatenato, ricordo perfino che quando ti ho visto appena entrata, dal basso dei miei otto anni scarsi, mi sono quasi arrampicata sulla porta per lo spavento. Poi ho imparato a conoscerti. Ho ancora quella foto scattata da mamma in una mattina d'inverno, con me che in pigiama ti accarezzo nella scatola dove ti tenevamo provvisoriamente, e te che mi guardi con quegli occhioni scuri. Ricordo che ti piaceva tanto prendere le nostre cose, dai cappelli alle scarpe passando per le mie Barbie, per poi seppellirle e dissotterrarle dopo molto tempo. Ricordo ancora la scarpa del muratore risorta dopo qualche anno, la coppola di papà ormai ridotta uno straccio e la mia Barbie ribattezzata Zombie. Però secondo me ti divertiva tanto essere chiamato "ladro", perché ricordo che non appena qualcuno te lo diceva tu cominciavi a scodinzolare abbassando la testa e le spalle, e non appena uno di noi faceva un passo verso di te scappavi alla velocità della luce, e ovviamente potevamo solo perché eri proprio inafferrabile quando cominciavi a correre. Poi è arrivata la piccola Contessa nera coi calzini bianchi, che purtroppo non è vissuta a lungo, ma che di sicuro ti ha segnato, e infine Lilli la trovatella, con cui hai avuto quel terremoto di Tatù che ammazzava galline di notte e si faceva fare le coccole a pancia in su di giorno, e Simba, che pur avendo meno aspettative di vita rispetto al gagliardo fratellino è ancora in vita. Poi ti sei fatto vecchio. Tanto vecchio. In questi giorni ti ho guardato spesso, e se prima vedevo comunque una piccola scintilla in quegli occhi scuri ieri ho visto solo la stanchezza. Tanta stanchezza. Perché non ce la facevi più, perché la vecchiaia e la malattia ti stavano logorando, perché sedici anni per un cane sono proprio tanti e pesanti. Però sei stato amato fino all'ultimo, anche nella decisione che non avrei mai voluto prendere ma che alla fine è stata necessaria, perché quello stillicidio non aveva senso. Sono convinta che tu abbia tirato un sospiro di sollievo, sono convinta che implicitamente tu ce lo abbia chiesto cogli occhi, che se avessi potuto parlare lo avresti detto a voce. Sei ancora qui, e qui rimarrai. Come ho detto anche a Vittorio, spero davvero che ci sia qualcosa dopo anche per te, non vedo perché l'uomo debba avere la presunzione di avere un posto speciale nell'aldilà solo perché ha il dono della parola, quando a volte farebbe persino meglio a non usarlo. Ciao, piccolo animale matricolato. 

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